12 Puntata Salute e Felicità —> Podcast!

di seguito trovi il podcast della 12° puntata di Salute e Felicità:

http://www.archive.org/details/12PuntataSaluteEFelicita 

una puntata mooooolto musicale, visti un paio di problemi di salute del quivi presente blogger!

in questa puntata ho provato ad inoltrarmi nello strano mondo della musica elettronica (contemporanea ma non per questo "truzza truzza truzza")…

chiaramente qualche citazione a qualcuno di più "anzianotto" andava fatta… giusto per non perdere il filo dell’evoluzione musicale che ha portato dalla musica concreta (se non hai idea di che sia ascolta la puntata numero 9) a quella elettronica odierna.

e allora, partendo dai Kraftwerk…. siamo arrivati a Fennesz, Brikmann, Nine Inch Nails, Bjork, Air, Royksopp, Ellen allien, Lali puna…. e non potevano mancare sicuramente i Radiohead,Bjork e i Massive Attack..e… Aphex Twin, Squarepusher…

in finale una sigla particolare: le coco Rosie, che saranno a Roma il 16 luglio a villa Ada… euro 13, speriamo di potercelo permettere…

kissessss

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11 puntata Salute e Felicità

di seguito trovi il podcast dell’11’ma puntata di Salute e Felicità…

le domande sorte durante la puntata (cui ha parteicpato un ospite a sorpresa) sono:

– ma in realtà,  compositivamente parlando, chi sono queste luci della centrale elettrica?

– ma quanto è importante la promozione e la produzione delle proprie ide/progetti?

– guarda bene nella tua cartella "musica", che sarà sicuramente grande più del tuo naso,  come del mio, e cerca bene quali e aunti artisti "dapaura" hai.. Io sono rimasto sconcertato: 

tocca pensarci un pò su..

in ogni caso.. ascolta e capirai :

http://www.archive.org/details/11PuntataDiSaluteEFelicit

è diviso a metà perchè l’ospite mi ha preso di sopresa, ma sicuramente si ascolta tranquillo anche così..

 

salùt!

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Podcast della Diretta-Maratona dalla libreria altroquando di Roma

ola tod@s:

di seguito potete trovare i podcast dei due eventi trasmessi su www.transizionedifase.org mercoledi 9 giugno 2010:

1) Presentazione del libro di Filippo Scòzzari: "Filippo Scòzzari e l’insonnia occidentale" (maggiori info sul libro qui: http://www.coniglioeditore.it/jom/index.php?page=shop.product_details&category_id=7&flypage=flypage.tpl&product_id=418&option=com_virtuemart&Itemid=65)

mentre qui puoi ascoltare il podcast della nostra diretta:

l’autore ha scelto di non usare il microfono durante la presentazione del libro… quindi l’audio è "un pò così" però devo dire che si capisce… dopo un pò di lavoro di post-produzione… pare che funzioni 😉

2) Interviste (2, una prima e una dopo) dello spettacolo fatto dal "collettivo di femministe e lesbiche – La mela di Eva" sulla storia della resistenza al femminile:

ulteriori informazioni sull’evento le puoi trovare qui:

http://www.altroquando.com/2010/05/31/donne-resistenti-frammenti-di-suoni-parole-e-voci-mercoledi-9-giugno-ore-21e30/

mentre il podcast lo puoi ascoltare qui:

http://www.archive.org/details/Tdf_melaDiEva_altroquando.mp3
due iniziative interessanti...(chiaramente... :D ) 

buon ascolto!

p.s. hai un evento interessante da segnalare? scrivi a frodo@autistici.org… e vediamo quello che si può fare  😉

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Diretta dalla Libreria Altroquando di Roma:

Per questo Mercoledi – 9 giugno 2010 – Salute e Felciità sarà on the road:

… in diretta dalla libreria Altroquando di Roma (dietro piazza navona se ci volete venire) ci sarà un’iniziativa del collettivo di femministe e lesbiche "la Mela di Eva" intitolata:

Donne resistenti…frammenti di suoni, parole e voci

I libri scelti saranno:

“compagne”

“fatevi regine”

“dita di dama”

“la donna abitata”

“con il vento fra i capelli”

“mille splendidi soli”

“le irregolari”

“stone butch blues”

L’evento sarà trasmesso on air su www.transizionedifase.org

 

 

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Podcast della nona puntata di Salute e Felicità

in questa puntata abbiamo affrontato il tema della Musique concrète, genere sorto nel secondo dopo-guerra,… e sempre fiorente fino ai giorni nosri.. e il tema della Psichiatria e legge 180.

Tutti e due movimenti rivoluzionari, il primo più silente, il secondo chiaro ed esplicito.

Quale dei due ha cambiato di più il mondo all’atto pratico?

A voi la decisione…

Puoi ascoltare la puntata qui:

http://www.archive.org/details/9PuntataSaluteEFelicit-Frodo.noblogs.org 

buon ascolto!!

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INDEPENDENT CATANIA PRIDE 2010

8 – 9 – 10 Luglio – Catania

Il centro Open Mind iniziativa Gay Lesbica Bisessuale Transessuale di Catania
organizza questo anno l’INDEPENDENT CATANIA PRIDE; l’ 8, il 9 ed il 10 luglio saranno
giornate protagoniste di eventi culturali e politici che culmineranno nella festosa parata del
Gay Pride GLBT.
Abbiamo voluto chiamare così il Pride da noi organizzato per metterne in
evidenza la principale caratteristica, l’autonomia dai monopoli esistenti all’interno del
movimento GLBTQ italiano.
Lo diciamo con serena consapevolezza, coscienti delle differenze esistenti, senza
competizione alcuna. In un regime che sta frantumando pian piano le nostre garanzie
costituzionali, ma ancor prima devastando un’idea di convivenza pacifica e di libertà fra
divers* nel senso più ampio della parola, sembrano a noi necessarie da parte del
movimento GLBTQ azioni e pratiche politiche ben più incisive delle fiaccolate o dei sit in
che in questi ultimi anni sono stati organizzati.
La verità e’ che non facciamo paura a nessuno, penalizzat* da una NON VISIBILITA’
che, a dispetto del fiorire di associazioni e luoghi di ritrovo, sembra essere aumentata in
modo esponenziale e dall’idea che basti qualcun* di noi protagonista di spettacoli televisivi
per abbattere omo e transfobia e quindi migliorare le nostre vite. Quando Francesco e
Manuel hanno messo in gioco le loro esistenze con un’azione, lo sciopero della fame,
questa si, dirompente , abbiamo assistito all’interno del movimento ad un teatrino che ci ha
lasciat* sgoment*.
*****

trovi tutto il testo qui: http://openmindcatania.ilcannocchiale.it/

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Piattaforma Rivendicativa del Napoli Pride 2010

PIATTAFORMA
RIVENDICATIVA DEL NAPOLI PRIDE 2010

1.

DIRITTI CIVILI

“[…]
nell’ambito applicativo dell’art. 2 Cost.,
spetta al Parlamento, nell’esercizio della sua
piena discrezionalità,
individuare le forme di garanzia e di
riconoscimento per le unioni suddette, restando riservata alla Corte
costituzionale la possibilità d’intervenire a tutela di specifiche
situazioni
(come è avvenuto per le convivenze more uxorio: sentenze n.
559 del 1989 e n. 404 del 1988). Può accadere, infatti, che, in
relazione ad ipotesi particolari, sia riscontrabile
la necessità di un
trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella
della coppia omosessuale, trattamento che questa Corte può garantire con
il controllo di ragionevolezza
.”                            
(Corte costituzionale – Sentenza 138/10, par. 8 del Considerato
in diritto
)

Il Parlamento italiano deve calendarizzare le varie proposte di
legge sul tema delle unioni di fatto, come peraltro viene indicato in
modo chiaro e preciso, dai giudici della Corte Costituzionale.
Consideriamo il livello della discussione del tutto assente. Le esigenze
e i bisogni delle coppie lesbiche e gay, comunque escluse dall’accesso
al matrimonio o ad istituti equipollenti, per un’ingiusta
discriminazione, non vengono tenuti nella dovuta considerazione.

In tema di diritti civili il movimento LGBT
italiano, chiede:


che sia data applicazione alla Risoluzione del Parlamento europeo del
16 marzo 2000 che chiede di garantire «alle coppie dello stesso sesso
parità di diritti rispetto alle coppie ed alle famiglie tradizionali ».

– chiediamo una legge che
estenda il matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso o crei
un istituto equivalente con tutti gli stessi diritti.

– la creazione di istituti
differenti e distinti dal matrimonio che prevedano il riconoscimento
giuridico pubblico delle unioni civili, nel rispetto delle differenti
modalità di legami sentimentali, e in linea con ciò che è avvenuto in
molti paesi europei;


una legge che regoli la responsabilità genitoriale dei partner di
fatto, anche dello stesso sesso, nell’interesse delle migliaia di figli e
figlie di lesbiche, gay e transessuali presenti nel paese;

– una legge che garantisca
l’adozione di minori anche da parte dei singoli;

– l’applicazione della direttiva europea 207 del
1976 sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne
per quanto riguarda
l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e
le condizioni di lavoro,
anche alle persone che compiono la transizione da un sesso
all’altro, secondo la sentenza della Suprema Corte Europea del 30 aprile
1996;

– il
recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di
movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle
coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;

– garanzie per il diritto alla salute delle
persone lgbt che pongano fine alle discriminazioni in ambito sanitario,
riattivando le campagne ministeriali d’informazione sulla prevenzione,
garantendo i diritti delle persone sieropositive.

– la modifica della legge 40 per consentire
l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alla singola
maggiorenne e alle coppie dello stesso sesso.

– chiediamo la gratuità delle terapie necessarie
alla transizione di genere e che si affronti il tema dell’
intersessualismo.


l’aggiornamento della legge 164 del 1982 sul cambiamento di sesso o
l’introduzione di nuove norme, per consentire il cambio anagrafico di
nome proprio e identificativo di genere senza l’obbligo di interventi
chirurgici;

 

2.

LOTTA ALLE DISCRIMINAZIONI

La Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 ha chiesto
di
«assicurare
che le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender siano protette
da violenze e dichiarazioni di odio omo/transfobico»
. La sentenza della Suprema
Corte Europea del 30 aprile 1996, ha esteso alle persone “che transitano
da un sesso all’altro” l’applicazione della Direttiva Europea 76/207
sulla parità di trattamento tra gli uomini e le donne e le leggi
nazionali ad essa ispirata. In Italia per le persone lgbt continuano a
subire le discriminazioni sul lavoro, nella scuola, nella società senza
potersi avvalere di alcun strumento giuridico specifico che li tuteli.

In tema di lotta alle discriminazioni, il
movimento LGBT italiano chiede:

– una legge contro le discriminazioni basate sull’orientamento
sessuale e sull’identità di genere
, che rimuova gli ostacoli di
natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle
persone omosessuali e transgender e recepisca in modo pieno e
sostanziale le Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000.

–  la salvaguardia della
laicità dello Stato;


l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e
all’identità di genere;


che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico
e transfobico e le discriminazioni: interventi nelle scuole, campagne
di sensibilizzazione, buone pratiche.

– che l’Italia assuma un ruolo propositivo per il rispetto dei
diritti umani nel mondo, e che dia il massimo sostegno alla proposta di
legge depositata dall’ONU per l’abolizione della pena di morte, per la
depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente
nelle legislazione di decine di Paesi.
 

– la modifica del
Decreto legislativo 216 del 2003 “Attuazione della Direttiva 2000/78/CE
per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni
di lavoro”, anche per eliminare le nuove discriminazioni introdotte,
come quelle contro gay e lesbiche in divisa;

– una migliore
applicazione della direttiva europea 85 del 2005 riguardo allo status di
rifugiato anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender
perseguitati, non solo dallo Stato, nei loro paesi;

– la difesa del
principio di autodeterminazione;

– norme che diano accesso al SSN per
tutte le cure necessarie alla transizione di genere;

– una legge che
impedisca le assegnazioni di sesso arbitrarie, eseguite a partire dai
primi mesi di vita, sulle persone nate intersessuate;

– una legge che
preveda il risarcimento delle persone transessuali che fino al 1982 sono
state sottoposte a regime carcerario per la loro diversa identità di
genere ,e l’abrogazione dell’Articolo 85 del Decreto 773 del 1931.

– l’estensione delle norme
che tutelano le lavoratrici e i lavoratori dalla discriminazione per
orientamento sessuale a tutti i contratti di lavoro;

– il sostegno alla
proposta di una nuova direttiva europea contro le discriminazioni in
tutti i settori della fornitura di beni e servizi (salute, istruzione,
formazione, alloggio, ecc.);

– il ritiro del Pacchetto Sicurezza che,
introducendo il reato di clandestinità, non consente la denuncia dello
sfruttamento da parte delle vittime. Questo è ancora più rilevante per
le persone trans che, nel caso in cui denuncino tale sfruttamento,
sarebbero rinchiuse nei CIE, dove non viene rispettata la loro identità
di genere.

 

Per ADERIRE: http://www.napolipride.org/adesioni

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26 giugno 2010 Napoli Pride

sempre scusandomi per i problemi con i podcast delle puntate… ecco la piattaforma del Pride 2010:

 Napoli PRIDE 10

Manifesto Politico e PIATTAFRMA RIVENDICATIVA.

« La Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali
dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale
»

(Articolo
2 della
Costituzione
Italiana
) 

“Per formazione
sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa,
idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella
vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello
pluralistico
. In tale nozione
è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile
convivenza
tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale
di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone
– nei tempi,  nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge
– il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri
”.

(Corte
costituzionale
– Sentenza 138/10, par. 8 del Considerato in diritto)
 

Il 26 GIUGNO a Napoli
noi persone lesbiche, gay e transessuali saremo i promotori della
manifestazione
Napoli Pride 10 “alla luce del Sole” indetta dal Movimento LGBTQI
Italiano.

Il Napoli Pride 2010
è una manifestazione pacifica, antifascista e aperta a tutti e
tutte senza discriminazioni di sesso, appartenenza etnica, religione,
classe sociale, che condividono la necessità di costruire insieme
alla comunità di persone LGBTQI una proposta di futuro che si ponga
l’obiettivo di difendere la dignità e l’autodeterminazione delle
persone.

Noi, cittadini e
cittadine
omosessuali e trans viviamo nel valore del superamento delle
diseguaglianze
e per l’affermazione di ogni parità civile e sociale. Ci appelliamo
alla dichiarazione universale dei diritti umani, alla Carta dei Dritti
Fondamentali dell’Unione Europea e della sua autonomia, alla
Costituzione
Repubblicana e al principio di laicità dello Stato italiano che ci
tutela da ogni forma di ingerenza confessionale, per pretendere il
nostro
legittimo diritto di cittadinanza attraverso la manifestazione delle
nostre identità e delle nostre istanze.

Le nostre rivendicazioni,
si inseriscono in un quadro politico ed istituzionale desolante ed
omofobo.
Il clima sociale e culturale di intolleranza sostenuto da una classe
dirigente arretrata e da gerarchie cattoliche sempre più anacronistiche
e repressive, continuano ad alimentare, oggi come ieri, pericolose e
vergognose campagne d’odio nei confronti delle nostre comunità,
smarrendo
completamente i valori liberali e democratici fondati sulla pacifica
convivenza, sul pluralismo tra i gruppi sociali emergenti, sulla cultura
delle differenze e della libertà, sulla laicità.

Di fronte a questa vera
e propria operazione di istigazione al conflitto e alla tensione sociale
scegliamo, ancora una volta, di assumerci l’onere di un’opposizione
forte e decisa.

Riteniamo che la
violenza,
l’ostilità e la discriminazione crescente verso lesbiche, gay e
transessuali
è l’immobile frontiera di una società culturalmente arretrata che
trova nella mortificazione della dignità non solo di omosessuali e
transessuali, ma anche delle donne, delle comunità immigrate e Rom,
di tutte le persone migranti, così come di quelle con disabilità,
dei gruppi etnici e religiosi differenti da quelli dominanti, le ragioni
della affermazione di un paradigma sessista e razzista,
esclusivamente proteso alla conservazione di poteri narcisistici e di
privilegi patriarcali.
 

E’ estremamente viva
nel movimento LGBTQI e nella comunità, di cui ne è espressione politica,
la capacità di sdegno e di mobilitazione contro un’ Italia da Medioevo
del diritto, in cui sono a rischio le libertà fondamentali
dell’individuo,
come il diritto alla salute, il diritto di parola, il
diritto alla libertà di sciopero, il diritto alla libertà
di stampa
, il diritto alla cultura e all’istruzione
pubblica
.

Questa volontà 
di perpetuare il radicamento di un pensiero unico, infatti, comporta
la cancellazione d’importanti conquiste storiche e sociali e
l’impedimento
giuridico e culturale nel raggiungere nuovi e fondamentali obiettivi
di libertà e di emancipazione.

Sappiamo bene quanto,
nel caso di persone lesbiche, gay e transessuali, l’impedimento
giuridico
sia accompagnato dalla ‘moralizzazione’ della questione delle differenze
sessuali, fattori che concorrono ad arrecare danni esistenziali in
termini
di sostenibilità e di qualità della vita.

In quest’ottica, il
movimento LGBT vuole avanzare una seria proposta di riflessione,
riportando
l’attenzione di istituzioni e sindacati su quel pericoloso vincolo
che lega la marginalità di categorie discriminate sul piano
socio-culturale
e l’esclusione dal mercato del lavoro.

Tale legame, infatti,
comporta delle conseguenze drammatiche:

  • per le persone omosessuali
    costrette a scegliere tra una vita di invisibilità e di
    auto-mortificazione
    in cambio di ‘apparenti’ garanzie nell’accesso al lavoro o nel
    suo mantenimento, e un’esistenza dignitosa di trasparenza, ma che
    quasi sistematicamente comporta un’ulteriore precarizzazione
    lavorativa
    e dunque economica;
  • per le persone transessuali
    o tran gender per le quali tutte le porte di accesso al mercato del
    lavoro sono chiuse, costringendole ad una vita di stenti o di
    ripiegamento
    verso attività remunerative poco decorose o che ricadono
    nell’illegalità.

 

Riteniamo gravissimo
che si costringa sottoporre donne e uomini di questo paese alla scelta
tra la sopravvivenza materiale e la salvaguardia della propria dignità
umana e chiediamo che al più presto
che
al più presto vengano messo a punto azioni di lotta con le
 discriminazioni
sul posto di lavoro e per l’accesso a esso, come introduzione di norme,
campagne di sensibilizzazioni, incentivi e altro.

 

Di fronte alle richieste
del movimento e della comunità LGBTQI, non sono esistite fino ad oggi
né risposte, né garanzie adeguate da parte delle politiche nazionali,
per questo riteniamo che le pari dignità e i pari diritti per le persone
LGBTQI debbano rimanere centrali nel dibattito legislativo, politico
e culturale italiano, perché sono parte e simbolo di un percorso di
sviluppo civile, nonché di una vera e propria evoluzione
antropologico-culturale
dell’intera società italiana.
 

Mentre tale percorso
è stato già ampiamente intrapreso da quasi tutti i paesi
europei, in Italia l’assenza di alcuni dei nostri più importanti
diritti, rappresentano un vuoto legislativo che si continua a volere
ignorare, anche dopo che la Corte Costituzionale ne ha rilevato la
contraddizione valoriale con i principi espressi nella Costituzione
italiana.

La segnalazione da parte
dei giudici di tale lacuna nello stato di diritto e della necessità 
di riempirla, attraverso un adeguato sistema di riconoscimento e di
tutela, è rimasta del tutto ignorata dalle classi dirigenti di
questo paese che scelgono irresponsabilmente di lasciare nel buio
dell’invisibilità
e dell’inesistenza giuridica, migliaia di cittadine e cittadini che
ottemperano ai propri doveri senza godere dei benefici di fondamentali
diritti civili.
 

Le associazioni e le
realtà LGBTQ locali, hanno lavorato in questi anni per creare
le condizioni politiche affinché tale importante iniziativa potesse
tornare a Napoli dopo 14 anni. Oggi, continuando quel nesso politico
e culturale con la manifestazione nazionale del 1996 dal titolo “Jesce
Sole” – in cui si richiamava l’antica canzone della Gatta Cenerentola
come auspicium di progresso – si è scelto lo slogan
“alla luce del sole”
, come nuova esortazione alla comunità
LGBTQI a mostrarsi nella vita pubblica, per essere protagonista della
propria battaglia sociale, culturale e libertaria.

Come tutte e tutti
sappiamo, la condizione delle transmigrazioni impoveriscono il
mezzogiorno d’Italia provocando una sorta di evaporazione delle
soggettività
dal Meridione; tra essi tantissime persone LGBT scelgono di emanciparsi
da un’esistenza resa precaria dalla arretratezza sociale e culturale,
abbandonando la propria terra e i propri affetti familiari e dirigendosi
verso i Paesi europei in cui i diritti civili ed il rispetto per le
scelte di vita privata sono tutelate e considerate inviolabili
prerogative
della persona.
 

Per tutte queste ragioni
marceremo nelle piazze napoletane con i nostri corpi, le nostre voci,
i nostri amori e le nostre battaglie che con orgoglio portiamo alla
luce del sole!

Questo grido deve
ricordare
a tutte e a tutti il bisogno di uscire dalla schiavitù dei ghetti
e dalle trappole del pregiudizio indotto e lo faremo da una città 
del Sud Italia simbolo storico dell’antifascismo, i cui valori
fondamentali
costituiscono da sempre, saldi riferimenti culturali e politici per
l’intera la comunità lesbica gay e trans italiana.

Napoli, infatti, si
propone
oggi di rappresentarsi non già come teatro di sopraffazione e
di violenza, ma di ribellione e di resistenza ad un sistema sociale
e culturale di stampo mafioso che, attraverso un sistema di controllo
e di coercizione volto a contrastare il principio di autodeterminazione
dell’individuo, perpetua valori machisti fondati su modelli
maschilisti ed eterosessisti di cui quella sopraffazione e quella
violenza,
sono gli strumenti.

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Podcast 6 puntata

ola todos y todas!

dopo qualche settimana di assenza per via di milioni di problemi tecnici…

Salute e Felicità ritorno alla grande con (finalmente) una sorpresa:

IL PODCAST dell’ultima puntata

lo puoi trovare qui:

http://www.archive.org/details/SaluteEFelicita_podcast_puntata6

buondivertimento!

a mercoledi!!

www.transizionedifase.org

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LGBTIQ CALL for Freedom and Equality

MENSAJE EN INGLES Y ESPAÑOL
MESSAGE IN ENGLISH AND SPANISH

URGENT please send us a response within 36 hours on whether or not you
can
organise an action on Wednesday 21 April

URGENTe enviennos por favor una respuesta en 36 horas sobre su
disponibilidad a organizar una accion a nivel local el Miercoles 21 de
Abril

CALL TO ACTION FROM ILGA AND ARCIGAY
World protest against child abuse in front of all Vatican embassies
or main catholic churches on Wednesday, April 21
Prosecute abuses firmly. Full support for victims.

On April 13 the number two in the Vatican hierarchy, the Pope’s
Secretary
of State, Cardinal Tarcisio Bertone, claimed that there is a link
between
homosexuality and paedophilia.

The LGBT movement worldwide has risen up against this false, despicable
and
anti-scientific statement from the Vatican, which is trying to deflect
attention from priests’ sex crimes by blaming LGBT people.

While they are trying to hide the truth about the abuses perpetrated
against innocent children, by making absurd parallels between
homosexuality
and paedophilia, ILGA and the Italian LGBT movement have launched an
appeal
to all citizens and associations all over the world to join a worldwide
protest against child abuse and support for victims in front of the
Vatican
embassies or the main Catholic churches on Wednesday, April 21.

Turning the paedophilia issue into a matter of sexual orientation, as
the
Secretary of State Cardinal Tarcisio Bertone did, can only lead to
failing
to address the serious allegations coming from around the world. The
point
is not the sexual orientation of paedophiles, but to prosecute firmly
those
responsible for such abuses, especially if they have an educational or
spiritual role.

The Catholic Church must answer to the courts and the world public
opinion
for the serious cover-up occurred worldwide. This is our call, to all
women
and men of goodwill, of any religion, who cannot be silent in front of
these abuses against innocent children.

Take Action Now
Contact your local lgbt association and organise a protest in front of
the
Vatican embassy the main catholic church of your city.
List of the Vatican embassies all over the world: http://www.catholic –
hierarchy.org/
country/xdip. html

References
Vatican comments:
http://www.chron. com/disp/ story.mpl/ ap/latinamerica/
6955641.html

Gay groups responses: http://news. bbc.co.uk/ 1/hi/world/ europe/8618878. stm

ILGA Press release: http://ilga.
org/ilga/ en/article/ mnE6fHv1Za

Let us know
1) Send us an email to let us know where and when you will hold the
protest.
2) After the protest be sure to send us a photo or a video.
Mail please to: renato@ilga. org and international@
arcigay.it

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